facebook Twitter Instagram invia/condividi stampa feed rss

Termovalorizzatore

termovalorizzatore

L'impianto è di proprietà della società Prima srl e gestito dalla società Ambiente 2000, entrambe del Gruppo Falck. Svolge la duplice funzione di smaltire rifiuti mediante combustione e di produrre energia elettrica. Possono essere accolti solo i rifiuti solidi urbani (frazione secca residua da raccolta differenziata e ingombranti) e gli assimilabili, per un quantitativo totale di circa 550 t/g. I rifiuti provengono dai comuni dell'est e del nord milanese. L'energia elettrica prodotta, sino ad una potenza di 19 megawatt, viene immessa nella rete Enel. L'impianto è sottoposto ad un puntuale controllo e monitoraggio, anche da parte del Comune di Trezzo e dei comuni confinanti.

Per informazioni e contatti, consultare il sito: www.termotrezzo.it

Commissione intercomunale di sorveglianza

La Commissione è stata istituita ai sensi art. 7 della convenzione stipulata con Società PRIMA srl e T.T.R. srl e del Regolamento adottato con delibera C.C. n. 56 del 25/07/2002, con delibera C.C. n. 57 del 25/07/2002. Vai al Regolamento n.61

Composizione: 5 rappresentanti del Comune; 3 rappresentanti dei Comuni limitrofi all'area dell'impianto; 1 rappresentante del CEM.
Membri attualmente in carica:
1.      Ceresoli Flavio, rappresentante Comune di Trezzo
2.      Caccia Alessandro, rappresentante Comune di Trezzo
3.      Gallina Riccardo, rappresentante Comune di Trezzo 
4.      Balestra Marco, comitato tecnico Comune di Trezzo
5.      Utica Giovanni, comitato tecnico Comune di Trezzo 
6.      Corti Giuseppe, rappresentante  Comune di Pozzo 
7.      Di Martino Giuseppe, rappresentante CEM e rappres. tecn. comuni limitrofi
8.      Solcia Michele, rappresentante Comune di Grezzago
9.      Pirotta Ruggero, rappresentante Comune di Vaprio

1. Impianto esistente

L’impianto di termovalorizzazione per il recupero della frazione secca dei rifiuti solidi urbani con produzione di energia elettrica di Trezzo è di proprietà della società Prima srl, appartenente ad Actelios spa (Gruppo Falck). Proposto privatamente dall’allora TTR (poi mutatasi nell’attuale Actelios) secondo le procedure previste dalla L.R. 21/93, fondando sull’esigenza prevista dal Piano provinciale di un impianto nell’est milanese, il termovalorizzatore è stato successivamente assunto e indicato in due ordinanze dell’allora commissario ministeriale per l’emergenza rifiuti in Provincia di Milano (in un primo tempo il Prefetto di Milano, poi il presidente della Regione Lombardia) rispettivamente nel 1995 e nel 1996.Fondando sull’esigenza di intervenire tempestivamente in ambito emergenziale e in virtù dei poteri commissariali, l’iniziativa fu attuata in deroga alla procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA).In data 12.6.1997, Comune, TTR e Prima srl stipulavano la convenzione per la realizzazione e gestione dell’impianto.I lavori di costruzione, iniziati nel 1999, sono terminati nel 2002, anno di inizio delle prove sperimentali. Nel settembre 2003 inizia l’esercizio industriale a pieno regime.In data 9.8.2007 la Regione rilascia Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) su richiesta di Prima srl per modifiche tecniche sopraggiunte, migliorie e aumento della capacità di smaltimento.

2. Relazione ASL Milano 2

Come sta la popolazione dei comuni circostanti il termovalorizzatore di Trezzo sull’Adda?

A questa domanda ha cercato di rispondere uno studio condotto dalle ASL Milano 2, Bergamo e Monza e Brianza in collaborazione con i comuni del distretto di Trezzo sull’Adda (comprendente, oltre a Trezzo, Basiano, Grezzago, Masate, Pozzo d'Adda, Trezzano Rosa, Vaprio d'Adda).

Va subito detto che i dati provenienti dalle analisi sono tranquillizzanti e complessivamente non evidenziano fenomeni francamente allarmanti.

La ricerca, la prima su questa tematica, giunge dopo undici anni di attività dell’impianto e sicuramente costituirà una base da cui partire per ulteriori analoghe indagini di controllo, già programmate dalle ASL e dai comuni coinvolti.

La struttura della ricerca

L’analisi è stata sviluppata studiando, relativamente agli anni 2012 e 2013 (gli ultimi di cui si dispongono dati completi e “validati”) e per ciascun comune:

• la prevalenza delle principali malattie croniche;

• il consumo di farmaci antiasmatici;

• l’ospedalizzazione (sia come numero di ricoveri sia come numero di persone ricoverate);

• la mortalità.

Inoltre, lo stato di salute dei comuni investigati è stato paragonato con quello di comuni limitrofi e con il resto dei comuni del territorio al fine di evidenziare eventuali eccessi di alcuni fenomeni.

Il Piano della ricerca prevedeva l’identificazione di:

• un’area (1) rappresentata dai comuni di Trezzo (ASLMI2) e Capriate (ASLBG), con 19.810 abitanti;

• un’area (2) rappresentata dal solo comune di Brembate (ASLBG), con 8.439 abitanti;

• un’area (3) rappresentata dai comuni di Cornate (ASLMB), Busnago (ASLMB), Roncello (ASLMB), Grezzago (ASLMI2), Osio Sotto (ASLBG) e Boltiere (ASLBG), per un totale di 42.140 abitanti.

Le aree sono state sono state definite sulla base delle mappe di ricaduta di alcuni sostanze contenute nell’aria, a esposizione crescente, basate sui limiti comunali

I comuni limitrofi alle tre aree sono stati definiti quale controllo (complessivamente 41.659 abitanti). Al solo fine di avere un’area di controllo quanto più ampia possibile, il resto dei comuni afferenti alle tre ASL è stato considerato in una ulteriore analisi come controllo (per un totale di 2.440.580 abitanti).

Lo stato di salute della popolazione

Prevalenza di patologie croniche

Sono presenti eccessi per uomini e donne per le patologie cardiovascolari e per le gastropatie croniche (epatiti e patologie croniche infiammatorie quali colite ulcerosa e morbo di Chron). Inoltre, l’analisi aggregando le aree 1 e 2 mostra eccessi in entrambe i generi per il diabete.

Si tratta di patologie prevalentemente ascrivibili agli stili di vita più che a fattori ambientali.

Consumo di farmaci antiasmatici

È stata prodotta una analisi esplorativa sul consumo di farmaci antiasmatici nella popolazione generale e pediatrica. Il consumo di questi farmaci è risultato mediamente sovrapponibile a quello della popolazione complessiva delle tre Asl, anche se sono presenti eccessi significativi per l’area 1, 2 e 3 se confrontati con i comuni limitrofi alle tre aree (popolazione di controllo). Una circostanza, quest’ultima, meritevole di ulteriori approfondimenti per evidenziare eventuali associazioni con fattori ambientali.

Ospedalizzazione

L’analisi che confronta l’area di interesse verso il controllo mostra per quanto riguarda i ricoveri un eccesso per gli uomini per gli accessi per malattie psichiatriche, mentre sui ricoverati non si evidenzia alcun eccesso significativo. Il confronto invece aggregando l’area 1 e l’area 2 mostra un eccesso su tutti gli accessi in regime ordinario per uomini e donne, un eccesso per le patologie psichiatriche nei soli uomini (coerente con l’analisi precedente) e un eccesso sulle patologie del sistema osteomuscolare nei soli uomini. L’analisi sui ricoverati non mostra, invece, alcun eccesso significativo.

Questi fenomeni non sono associati a fattori ambientali e riflettono, più che un’aumentata presenza di patologie, una maggior tendenza ed effettuare ricoveri ripetuti da parte degli stessi soggetti.

Mortalità

Non sono presenti eccessi di mortalità sia considerando l’area 1 da sola sia aggregandola con l’area 2.

 

3. Studio ambientale  a cura dell'Università di Parma 

Tutti i dettagli su: www.dsa.unipr.it/trezzo